Coronavirus, lettera di un infermiere: «Denigrati, ma fieri di essere in prima linea per il diritto alla salute»

Ho ricevuto questa lettera da parte di un infermiere, uno di quelli che ogni giorno è lì per assicurarci un servizio fondamentale a tutela della nostra salute. La pubblico integralmente e vi invito alla lettura.

“Salve Stefano,
intanto le chiedo scusa perché quello che di seguito leggerà perché appare più come uno sfogo forse da parte mia. I media commentano in generale sempre dei medici che fronteggiano l’emergenza del Covid19, ma sappiamo bene che noi infermieri, senza voler apparire competitori perché occupiamo competenze diverse nel sistema sanitario rispetto ai medici, siamo sempre e comunque in prima linea, purtroppo lo dimostra il fatto che già innumerevoli infermieri sono a casa, isolati nella provincia di Ancona e nelle Marche.Ti racconto di seguito come siamo messi, non perché voi non conosciate la nostra realtà, ma perché credo sia giusto scriverlo e far conoscere la nostra condizione alla cittadinanza che in primis riceve assistenza. Nonostante le difficoltà del momento, credo sia giusto ribadire quanto l’infermiere non solo è indispensabile ma è fortemente e professionalmente utile alla buona riuscita di una complessa emergenza del Covid19. Giorno e notte corriamo ed esercitiamo una delle più rischiose e infaticabili professioni. Estate e inverno siamo sempre a tutelare il diritto alla salute dei cittadini. Sempre al fianco del paziente. In questo momento così importante e delicato per il paese Italia e per la nostra regione, quando la professione infermieristica sia fondamentali per il nostro SSN.

Faccio notare quanto sia importante la nostra professione, non soltanto nei momenti critici come questo che stiamo vivendo in questi giorni, ma sempre. La professione infermieristica vive da tempo una grave ingiustizia: si sottraggono all’infermiere le vere prerogative di competenze da poter offrire al paziente, si va principalmente a sfruttare l’infermiere in termini veramente meschini, affidandogli compiti non consoni in ambito ospedaliero, andando a colmare tutte le criticità del sistema sanitario. In sostanza ci adoperiamo quotidianamente per garantire un servizio pubblico di elevatissima qualità, sopperiamo alla carenza oramai cronica di risorse umane e di presidi. Siamo formati come pochi altri in Europa per garantire i migliori livelli di assistenza, ma nel contempo vediamo frustrata ogni nostra ambizione. Come solo gli infermieri sanno, la formazione è completamente a nostro carico, sia a livello economico, sia per il tempo necessario per frequentare i corsi. Una volta conseguiti i titoli come master di I e II livello o specializzazione non vediamo un riconoscimento adeguato alle nostre aspettative e retributiva. Il processo di aziendalizzazione delle strutture sanitarie ha portato a ripensare la sanità come una attività di tipo industriale, dimenticando però che produciamo qualcosa che non può essere né acquistato né venduto: la salute.

La Costituzione recita che la salute non è un bene, è un diritto ed un dovere dell’individuo ed é allo stesso tempo diritto e dovere della società tutelarlo nell’interesse comune. L’infermiere è il cardine di tutto questo, ma puntualmente tutti si affannano a denigrare il nostro operato e la nostra elevata professionalità. Siamo diventati la valvola di sfogo dei nostri governanti centrali, regionali e periferici come i direttori generali, dal sottoscritto definiti prolunghe del governo locale, per colmare carenze di ogni tipo, esponendoci e mandati allo sbaraglio. Di sicuro senza infermieri non c’è ne futuro e ne una buona sanità, senza infermieri la salute muore. Mi dispiace dello sfogo ma purtroppo siamo veramente esausti.
Le chiedo la possibilità di dar voce al nostro disagio.

Grazie anticipatamente, l’infermiere Leonardo”

Mika ad Ancona, la mia intervista alla pop star internazionale

«Essere ad Ancona e cantare nel centro della città è stata una esperienza fantastica. E’ una cosa che non ho mai fatto e che mi sono inventato, non sapevo come sarebbe stato e dopo un periodo di recessione, mi sono detto “ok lanciamo questa idea”, quella di girare l’Italia da nord a sud, cosa che un artista straniero non ha mai fatto». A parlare è Mika, il cantante di origini libanesi che il prossimo 26 novembre sarà al PalaPrometeo, per la tappa dorica del suo “Revelation Tour”. Mika, che sta girando l’Italia per presentare il suo ultimo album “My name is Michael Holbrook”, mercoledì scorso è arrivato a sorpresa in piazza Roma e, accompagnato dal chitarrista anconetano Lorenzo Carancini, ha improvvisato un piccolo concerto di fronte a centinaia di fan.

«Il mio tour è composto da 12 date e questo giro delle città non è una cosa solita per un artista straniero, però mi sono detto che, per far conoscere un lavoro profondo, ci voleva una sorta di presentazione. Mi avete visto in tv, avete ascoltato la mia musica in radio, ma volevo ritrovare un rapporto personale con il pubblico e presentarmi ad Ancona per rinforzare l’aspetto particolare e umano di questo tour. Dunque ho scelto di fare questa cosa, oggi ad Ancona, per portare il mio racconto ed è importante per Ancona, ma in generale per il rapporto che ho con l’Italia». 

LEGGI TUTTA L’INTERVISTA SU ANCONATODAY.IT

Incontro con Ilaria Cucchi e l’avvocato Fabio Anselmo: monito per gli avvocati

Ilaria Cucchi è stata ospite al convegno “Ruolo e deontologia nei processi mediatici“, organizzato alla Loggia dei Mercanti dall’Ordine degli avvocati di Ancona e dall’associazione culturale Fatto & Diritto. Insieme alla sorella del ragazzo morto nel 2009 durante una custodia cautelare c’era il legale che ha seguito il caso, avvocato Fabio Anselmo. La Cucchi ha ripercorso la cronistoria dall’arresto di Stefano alla scelta di scattare delle foto al suo corpo martoriato in obitorio. Foto che, grazie alla tenacia della donna e al forte impatto mediatico, hanno contribuito a far riaprire il processo dopo l’assoluzione degli imputati. Anselmo, citando le controversie dei casi Cucchi e Aldrovandi, ha sottolineato che “Quando la procedura penale viene violentata il processo mediatico non va cercato ma va creato”. A moderare l’incontro l’avvocato Mary Basconi e il giornalista di AnconaToday, Stefano Pagliarini. A margine del convegno la Cucchi ha rivolto un pensiero alle famiglie colpite dalla strage di Corinaldo.

Gli uomini sono bastardi, il libro di Carmelo Abbate: un capitolo dedicato al caso Mazzoni

E’ uscito “Gli uomini sono bastardi. Dieci storie nere e perfettamente italiane”: il nuovo libro edito Piemme del saggista, scrittore e giornalista di “Panorama” e “Quarto Grado” Carmelo Abbate, con cui io ho avuto il piacere di collaborare per il capitolo 6, dedicato al caso di Jurgen Mazzoni, lo “stalker infatuato di Senigallia”. Per me questo lavoro non è solo una riga in più sul curriculum, ma un’esperienza di vera inchiesta giornalistica perché si rifletta tutti su un problema dannatamente serio come quello della violenza di genere. Questo è un libro che ci fa riflettere e sono fiero di aver collaborato alla sua realizzazione.

Elezioni comunali 2018, il confronto tra candidati sindaco di Ancona

Venerdì 11 maggio, nella sala San Paolo del quartiere Torrette, ho moderato il confronto elettorale tra candidati sindaco per le elezioni Comunali 2018 di Ancona. E’ stato un dibattito serio e costruttivo con 3 candidati a sindaco: Francesco Rubini per Altra Idea di Città, Daniela Diomedi del Movimento 5 Stelle e Stefano Tombolini di civiche e centrodestra. Si è parlato di temi dirimenti per il quartiere e la città capoluogo.

La mia intervista al Comandante Alfa, fondatore dei Gis dell’Arma dei Carabinieri

Igor è ancora nel Ferrarese” ne sono sicuri gli inquirenti che da un mese e mezzo sono sulle tracce del super latitnate: la caccia al killer di Budrio non si ferma, anzi per stanare Igor Vaclavic alias Norbert Feher, sono in campo i migliori professionisti del gruppo speciale dei Carabinieri, i Gis. A raccontarli è il fondatore del corpo di elitè, il Comandante Alfa, fondatore del GIS (Gruppo Intervento Speciale) dell’Arma dei Carabinieri, arrivato a Fabriano (Ancona), ospite dell’associazione giuridica Carlo Galli, per presentare il suo secondo libro dal titolo “Io vivo nell’ombra”.