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Mika ad Ancona, la mia intervista alla pop star internazionale

«Essere ad Ancona e cantare nel centro della città è stata una esperienza fantastica. E’ una cosa che non ho mai fatto e che mi sono inventato, non sapevo come sarebbe stato e dopo un periodo di recessione, mi sono detto “ok lanciamo questa idea”, quella di girare l’Italia da nord a sud, cosa che un artista straniero non ha mai fatto». A parlare è Mika, il cantante di origini libanesi che il prossimo 26 novembre sarà al PalaPrometeo, per la tappa dorica del suo “Revelation Tour”. Mika, che sta girando l’Italia per presentare il suo ultimo album “My name is Michael Holbrook”, mercoledì scorso è arrivato a sorpresa in piazza Roma e, accompagnato dal chitarrista anconetano Lorenzo Carancini, ha improvvisato un piccolo concerto di fronte a centinaia di fan.

«Il mio tour è composto da 12 date e questo giro delle città non è una cosa solita per un artista straniero, però mi sono detto che, per far conoscere un lavoro profondo, ci voleva una sorta di presentazione. Mi avete visto in tv, avete ascoltato la mia musica in radio, ma volevo ritrovare un rapporto personale con il pubblico e presentarmi ad Ancona per rinforzare l’aspetto particolare e umano di questo tour. Dunque ho scelto di fare questa cosa, oggi ad Ancona, per portare il mio racconto ed è importante per Ancona, ma in generale per il rapporto che ho con l’Italia». 

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Giornalista di strada. Classe 1984. Sono nato a Vercelli, mi sono laureato in Scienze Politiche all'università di Macerata e sono cresciuto ad Ancona. Ex Il Messaggero. Collaboro con Ancona Today e Citynews dal 2011. Mi sono sempre occupato soprattutto di cronaca nera e giudiziaria. Oltre quello c'è il nuoto, calcio, cinema e fumetti di Batman. Ho scritto un libro sulla legge Bossi-Fini, ma era un'altra vita.